DANZATERAPIA

LA DANZATERAPIA, O DANZAMOVIMENTOTERAPIA, è una pratica che si è sviluppata in seno all’incontro fra le ricerche espressive antiaccademiche della danza moderna e contemporanea e l’attenzione alle possibilità terapeutiche di attività a mediazione corporea e mediazione artistica. Fa esperienza del linguaggio artistico della danza come stimolo a un processo creativo basato sul movimento, con l’obiettivo di integrare la dimensione psicologica a quella fisica per promuoverne una maggiore sinergia in direzione del benessere e dell’evoluzione personale di ognuno. L’esperienza del corpo comunica con i nostri processi emotivi a un livello profondo e immediato. La danza – e in particolare una danza libera e spogliata della richiesta tecnica e prestazionale – permette a tutti di attingere a questo mondo interiore dandogli delle forme sensibili e significanti che diventano materiale simbolico nell’attivazione di percorsi di consapevolezza e cambiamento.

LA METODOLOGIA DANCE-CARE, trasmessa dalla formazione in Danzaterapia Clinica di Lyceum Academy, integra l’impostazione proposta dalla danzatrice argentina Maria Fux con altri approcci legati al corpo e all’arte della danza, quali l’Anatomia Esperienziale e del Movimento, la Chinesiologia, la Comunicazione Non Verbale, il Teatrodanza. La cornice teorica fa riferimento ai concetti cardine della Psicoanalisi della Relazione, della Fenomenologia, della Riabilitazione e delle Neuroscienze.

I percorsi che propongo si rivolgono a gruppi e singoli di ogni età, come cura complementare, esperienza riabilitativa o pratica di fioritura personale anche in assenza di particolari disagi o patologie.

Di seguito un video di esposizione della metodologia.

Progetti speciali

5

E-MOTUS | DANZATERAPIA E PARKINSON

Progetto coordinato da Associazione “è” – arte, formazione, cura.

Nel Parkinson la Danzaterapia propone una delicata stimolazione a livello sia motorio sia emotivo in una patologia caratterizzata proprio da disturbi che coinvolgono queste due sfere, intervenendo sui modi in cui si influenzano reciprocamente per esplorare dinamiche alternative e possibilità inedite.
Coinvolge aspetti funzionali, cognitivi e psicologici per portarli verso un reciproco sostegno, contribuendo a un maggior benessere psicofisico.

La proposta è ideale per chi affronta in prima persona la malattia, ma anche per chi vi si rapporta quotidianamente nella relazione affettiva e di aiuto (familiari, caregiver e operatori).

I percorsi possono essere di gruppo, di coppia o individuali.

Collaborazioni: AIP / AAPP, Lyceum Academy, Centro Medico MensCPZ ed Eleonora Destefanis, neurologa.
Con il patrocinio di APID – Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia

> Visita la Pagina Facebook del progetto.

> Leggi l’articolo su Torino Medica, la rivista online dell’Ordine dei Medici della provincia di Torino.

> PARTECIPA AL CROWDFUNDING PER SOSTENERE IL PROGETTO.

5

RI-GENER-AZIONI | Corpo e creatività per danzare l’essere autentico

In collaborazione con Maurice, circolo GLBTQ.
Percorsi rivolti a persone transgender, transessuali, gender fluid o che si interrogano sull’appartenenza di genere, di eventuale accompagnamento a un percorso di transizione FtM o MtF.

5

TRAS-FORM-AZIONI | MARIPOSAS

Percorsi di danza creativa e terapeutica rivolti a gruppi di adolescenti, di accompagnamento al loro “fragile e spavaldo” periodo di passaggio dall’infanzia all’età adulta.

5

TRAS-FORM-AZIONI | PRO

Percorso di danza creativa e terapeutica rivolto in particolare a danzatori e allievi danzatori, che ha l’obiettivo di integrare un lavoro di approfondimento emotivo, relazionale e creativo nel percorso di chi pratica le tecniche accademiche di danza. L’obiettivo è quello di bilanciare la richiesta prestazionale – talvolta causa di abbandoni e malesseri, nonché fattore di rischio per alcuni disturbi (in particolare quelli alimentari) – con l’ascolto delle proprie risorse interiori. Per facilitare un sereno sviluppo del proprio percorso accademico e per sollecitare una propria ricerca di autenticità artistica.

5

DANCING IN THE PARK | Danza, luoghi e comunità

Progetto coordinato dall’Associazione “è” – arte, formazione, cura.

Luoghi di interesse artistico, culturale e paesaggistico di un territorio diventano location per alcuni incontri di pratica della danza dedicati a tutta la popolazione, con riguardo particolare all’inclusione di persone anziane e persone con disabilità che beneficiano di una pratica motoria dolce e di occasioni di socialità.

Il progetto Dancing in the Park nasce a Torino come costola di E-Motus, il percorso di Danzaterapia offerto alle persone con Parkinson e ai loro familiari, con l’intenzione di creare una continuità fra gli interventi che legano l’ambito artistico e culturale a quello della cura della persona, della società e dell’ambiente.

Dopo aver constatato l’apprezzamento e la collaborazione da parte dei partecipanti e degli enti ospitanti (come la GAM di Torino, Il PAV – Parco Arte Vivente e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) si è pensato di rendere più aperta l’attività svincolandola dal solo ambito del Parkinson – che resta comunque parte integrante dell’iniziativa – coinvolgendo gruppi più eterogenei che includano persone con disabilità diverse, anziani, famiglie, giovani, operatori, danzatori o artisti e chiunque abbia il desiderio di esserci.

Il concept specifico è quello di “fare comunità” incontrandosi in un contesto stimolante attraverso un linguaggio universale come la danza. Quest’arte è infatti in grado – attraverso la comunicazione non verbale e il legame con la musica – di amplificare gli aspetti emozionali dell’esperienza e arricchirla di significato.

Con Dancing in the Park vogliamo:

●  Offrire occasioni per incontrare il Patrimonio del territorio in modo interattivo e creativo, come luogo di tutti, da abitare e valorizzare.
●  Far conoscere o approfondire la pratica dell’arte della danza, nel suo linguaggio contemporaneo, come strumento di ricerca espressiva accessibile a tutti, utile all’evoluzione personale e alla coesione sociale in quanto coinvolge aspetti emozionali e relazionali.
●  Valorizzare il legame delle persone con l’ambiente sociale e culturale, lavorando con attori qualificati nel campo della cultura e dell’inclusione sociale del territorio.
●  Ampliare l’offerta di attività motoria dolce per le persone anziane o con disabilità attraverso una formula inedita che coniuga il movimento all’espressione artistica, alla socialità e alla fruizione del Patrimonio.